Browsing Tag

Featured

Ljubljana – Metelkova Mesto – uno dei più grandi centri sociali del mondo

Metelkova è un quartiere alternativo decisamente originale di Lubiana, un posto dove si va per fare serata a oltranza. È il posto più strano e sui generis che Lubiana propone al popolo della notte. Si tratta di un quartiere-centro sociale, uno squat di una decina di edifici un tempo utilizzate come caserme militari jugoslave e oggi riqualificati in maniera creativa. Dal giovedì al sabato, ogni sera il quartiere si anima di festini gremiti di giovani.

– Metelkova è un centro sociale e culturale che non ha nulla da invidiare ai locali di Berlino –

In questo immenso squat, gli edifici sono decorati da artisti locali. Le serate dove far festa sono organizzate tutti i giovedì, venerdì, sabato e talvolta persino il mercoledì. Diciamo che in linea di massima i fine settimana sono molto affollati, ma l’affluenza dipende ovvi anche dai programmi, delle proposte, dal meteo, dalla stagione. Ci si può venire dalle 21.30 in poi per bere una pinta a 2€ fuori dai locali, scambiare due chiacchiere con gli sloveni, ascoltare concerti, ballare fino al mattino.

metelkova1

Discoteche per tutti i gusti

A Metelkova se ci si trova in un locale che non è di proprio gusto, non si deve far altro che uscire e provare quello a fianco. Personalmente, vi suggerisco di cominciare le serate nel bar gay di Lubiana-Metelkova, il Tiffany , dove a seconda della serata o del momento passano praticamente tutti gli stili di musicali: jazz, Rock, Punk rock, Heavy metal, Techno, dubstep, drum&bass….

Per restare aggiornati sul programma di Metelkova durante il vostro soggiorno, visitate il sito del quartiere e consultate il calendario delle serate. Durante ii giorno la zona non è molto animata, anche se ci sono alcune gallerie d’arte, come l’ Alkatraz, e atelier d’artista  che si possono visitare, la maggior parte delle attività sono praticamente tutte chiuse. Sono dell’idea che per godere veramente della particolarità del luogo valga la pena andarci di sera, nei weekend, quando il posto è davvero vivo. Se c’è bel tempo e il clima mite, la serata inizia molto presto, già tra le nove e le dieci di sera, e allora anche chi vuole prendersi una birra dopo cena e fare due chiacchiere nella piazza di Metelkova troverà il luogo piacevole, oltre che originale.

   – Come arrivare a Metelkova –

Dal centro storico si arriva in un quarto d’ora. Percorrete tutta Trubarjeva e al bivio imboccate Metelkova Ulica a sinistra. Metelkova è proprio attaccato alla stazione ferroviaria di Lubiana, alla spianata dei musei, e a 50 m dall’ostello della gioventù Celica.

Il nome completo del quartiere è Avtonomni kulturni center Metelkova mesto.

Metelkova
Metelkova Ulica
1000 Ljubljana

Perugia: dormire all’ Etruscan Chocohotel, albergo a tema sul cioccolato

A Perugia sorge un albergo molto originale che consiglio a tutti gli amanti degli hotel un pò fuori dal comune: l’ Etruscan Chocohotel (Via Campo di Marte, 134). E l’ Etruscan Chocohotel di Perugia è senza dubbio molto particolare, anzi è proprio unico al mondo: è infatti l’ unico albergo del mondo a tema sul cioccolato.

Questo significa che ogni minimo particolare, ogni dettaglio dell’ hotel rimanda ai piaceri del cioccolato: a cominciare dai tre piai sui quali si sviluppa (il Piano al Latte, il Piano Gianduia, il Piano Fondente), per continuare con gli arredi e i dettagli delle stanze (il nome Etruscan Chocohotel deriva dal fatto che le

camere sono decorate anche con affreschi in stile etrusco) e soprattutto con la cucina del ristorante dove gli appassionati di cioccolata troveranno oltre al menu “normale”, anche un ChocoMenù completamente a base di cacao. Nella hall dell’ albergo c’ è infine un Chocostore, con tantissimi prodotti artigianali di cioccolato di prima qualità (di varie marche sia italiane che straniere), diversi gadget/idee regalo sul cioccolato (tazze di ceramica, libri, felpe e t-Shirt) e perfino una serie di prodotti per il corpo, tutti rigorosamente a base di cacao (bagnoschiuma, saponi vegetale, creme per il corpo, shampoo, doposole, etc..).

Perché non godere della magia di questo splendido hotel e della città di Perugia? Oltre a considerare che potreste fare una gita fuori porta e visitare Spello, Assisi ecc….

Vi consigliamo un week-end dal 22 al 25 maggio a partire da soli 54 euro a notte!

Cliccate sul link seguente per prenotare:

Prenota qui il tuo soggiorno all’Etruscan dal 22 al 25 maggio a soli 54 euro a notte!

Una volta scelta la camera selezionate “Prenota”, troverete il riepilogo della vostra prenotazione e i campi in cui inserire i vostri dati per confermare l’acquisto. Una volta compilato il tutto proseguite selezionando “Continua con il pagamento”.

etruscan chocothel

 

Salto Angel: è in Venezuela la cascata più alta del mondo

Fra le tante bellezze naturalistiche offerte da un viaggio in Venezuela ne figura anche una letteralmente da Guiness dei primati: il Salto Angel, ovvero una spettacolare cascata che con i suoi 979 metri di altezza (quanto 16 cascate del Niagara messe insieme!) è la più alta del mondo.
Il Salto Angel si trova precisamente nel Canaima National Park, in una giungla piuttosto selvaggia, tanto che raggiungere la famosa cascata non è semplicissimo. Alcune agenzie di viaggio organizzano escursioni fino al Salto Angel : il percorso è piuttosto complesso, ma vale la pena affrontarlo perchè vi porterà ad ammirare uno degli spettacoli naturali più stupefacenti del mondo.

 

Bisogna arrivare in aereo alla cittadina più vicina che si trova a circa 50 chilometri dal Canaima National Park, quindi fare un percorso piuttosto lungo in canoa lungo un fiume. A questo punto “solo”  una lunga camminata nella giungla vi separa dalla cascata. Seguendo questo itinerario potrete vedere la cascata dal basso: certo se volete evitarvi la fatica del viaggio si può sempre guardare il Salto Angel dall’ alto a bordo di un elicottero, ma non è assolutamente la stessa cosa!!

Ostelli a Berlino: l’ Aletto Jugendhotel nel quartiere di Kreuzberg. Dove dormire (o non dormire) a Berlino

Durante il mio ultimo viaggio a Berlino ho soggiornato presso un ostello nel quartiere di Kreuzberg, l’ Aletto Jugendhotel, che in verità non mi sento di consigliare nè di sconsigliare a priori a chi ha in mente un viaggio a Berlino e cerca una sistemazione low cost in un ostello. Dipende da quello che cercate. Certamente se volete risparmiare quest’ ostello non è particolarmente caro: costa in media 29-30 euro a notte a persona in camera doppia, dico in media perchè in realtà non c’era un prezzo fisso a notte, durante la settimana costava anche meno di 30 euro, mentre per le notti del week end il prezzo saliva aggirandosi intorno ai 36 euro (la colazione è compresa nel prezzo). Tuttavia spostandosi in altri quartieri di Berlino meno centrali si trovano certamente sistemazioni anche più economiche. Se però preferite un ostello in posizione centrale allora lo Jugendhotel può essere una buona soluzione: la stazione della metropolitana Möckernbrücke è vicinissima e Potsdamer Platz e Checkpoint Charlie si trovano a circa venti minuti a piedi di distanza dall’ ostello. Tra l’ altro lo Jugendhotel fa parte di una catena di ostelli, per cui ne troverete altri due in altri due quartieri centrali berlinesi, uno a Schöneberg
e l’ altro al Kudamm.
Però, a meno che la posizione sia il solo criterio a guidarvi nella vostra scelta dell’ alloggio a Berlino, ci sono altri aspetti di quest’ ostello che non mi hanno entusiasmato: per prima cosa la mancanza di atmosfera dell’ ambiente. Non che da un ostello mi aspettassi chissà quale charme, però lo Jugendhotel mi è parso proprio impersonale e freddo. Certo, le stanze sono pulite, ben tenute e con il bagno in camera (ma ci sono anche soluzioni più economiche con il bagno in comune), però l’ insieme manca proprio di calore e personalità. Per chi non presta molta attenzione all’ energia e all’ atmosfera emanata dai luoghi è comunque senz’ altro un ostello molto funzionale, comodo e pratico. Nelle camere e nei bagni non manca quasi nulla e la reception è aperta 24 ore su 24 (anche se il personale è un pò freddino, si è evidentemente adattato all’ ambiente!).Un altro motivo per cui non credo soggiornerò di nuovo in quest’ ostello di Krezberg al mio prossimo viaggio a Berlino è la colazione: è a buffet e piuttosto ricca, ma servita in una moderna sala un pò triste e cibo e bevande sono in gran parte di scarsa qualità. Alla fine, anche se è compresa nel prezzo, meglio lasciar perdere e farsi una bella colazione come si deve in un bar o al mercato turco che è poche fermate di distanza dall’ ostello.
In compenso la zona più carina dell’ Aletto Jugendhotel è senza dubbio la saletta bar, piuttosto accogliente, dove sono si possono prendere gratuitamente tisane, caffè, o tè caldi a qualsiasi ora della giornata.
Per tirare le somme quindi consiglio quest’ ostello a chi non particolari esigenze e cerca solo praticità e funzionalità nel cuore di Berlino: una comoda base insomma da cui partire alla scoperta della città. Ma se cercate qualcosa di più in termini di atmosfera, ricchezza di ambientazioni e di nuove conoscenze allora ve lo sconsiglio, potrebbe deludervi.

I quartieri di Londra: consigli di viaggio a chi visita per la prima volta la capitale britannica

Quando si va in vacanza per la prima volta a Londra è impossibile non essere colpiti dai molteplici mondi che racchiude: si potrebbe dire che Londra non è solo una, ma tante città perchè ogni sua zona e ogni suo quartiere sono diversissimi l’ uno dall’ altra. Per non essere “travolti” da tutta questa complessità e rischiare di perdersi cose che si vorrebbero vedere, è utile avere chiara in mente una panoramica generale della città e delle caratteristiche dei vari distretti. In questo modo ognuno può ritagliarsi in modo più consapevole il proprio itinerario di viaggio ideale a Londra.

Per cominciare diciamo che la maggior parte dei monumenti e delle attrazioni turistiche classiche di Londra si trova nel quartiere di Westminster: Buckingham Palace, il Palazzo di Westminster con le Camere del Parlamento, Downing Street, la Torre dell’ Orologio e il Big Ben sorgono proprio in questo quartiere, che quindi di solito viene visitato bene da chi va a Londra per la prima volta, perchè sarebbe strano andare nella capitale britannica senza neanche aver visto il Big Ben o Buckingham Palace. Certo, se le priorità del vostro viaggio a Londra sono altre potete anche dedicare più tempo e attenzione a visitare altri quartieri. Ad esempio se avete gusti alternativi a Westminster preferirete senz’ altro Camden Town, zona dove trova sfogo la cultura di strada londinese. Qui ci sono parecchi mercatini freak e una marea di graffiti ad abbellire il grigio dei palazzi. Il cuore del quartiere è Camden High Street, mentre a Camden Lock potrete rimpinzarvi di cibo etnico (soprattutto nelle bancarelle lungo il canale). In contrapposione a Camden Town cito invece Chelsea (abbreviazione di Royal Borough of Kensington & Chelsea), zona piuttosto esclusiva ed elegante che piacerà soprattutto a chi cerca la Gran Bretagna più classica, incarnata dallo stereotipo dell’ impeccabile gentleman inglese e da vecchie abitudini british come il tè alle cinque (non per nulla qui ci sono tantissimi Tea Shop). In questo quartiere ci sono inoltre molti ristoranti (ma tutti chic e piuttosto cari). Se Chelsea rappresenta il lato più tradizionale e antiquato di Londra, Brick Lane ha invece in sè una delle caratteristiche più attuali della città, ovvero la multiculturalità. Brick Lane è infatti il quartiere multietnico per eccellenza di Londra. Arte, cucina e moda sono le altre tre parole che meglio descrivono questa zona che è tutto un susseguirsi di ristoranti etnici, centri di moda e di arte d’ avanguardia. Shopping è invece la parola che si associa a Marylebone-Myfair, in assoluto la parte più commerciale di Londra. I maggiori negozi si trovano qui, soprattutto in Oxford Street, il cuore del quartiere. Un’ altra zona esclusiva di Londra è senza dubbio Notthing Hill, dove è d’ obbligo una tappa al celebre mercatino di Portobello. E per finire sono da non perdere Soho e Chinatown, due zone frequentatissime e animatissime sia di giorno che (soprattutto) di notte. Sono infatti quartieri ricchissimi di locali, bar, negozi e ristoranti.

Settimana bianca low cost: dove sciare in Italia e all’ estero spendendo poco

Organizzare una bella settimana bianca richiede senza dubbio una certa spesa, fra noleggio degli equipaggiamenti sportivi, prezzi degli skipass, cibo, uscite e pernottamento. Tuttavia con qualche accorgimento e scegliendo località e periodi giusti è possibile programmare una bella vacanza sulla neve senza spendere una fortuna.
Le località dove sciare low cost non mancano di certo, nè in Italia nè all’ estero: per le vacanze sulla neve non ci sono solo mete molto celebri (e care) come Sestriere, Cortina d’ Ampezzo, Cervinia, Madonna di Campiglio, etc.. ma anche località meno conosciute e di più di nicchia dove si spende molto meno.

Località dove sciare low cost in Italia
In Italia ad esempio non mancano le località sciistiche piuttosto economiche: nel Nord Italia hanno prezzi abbordabili le stazioni sciistiche della provincia di Cuneo in Piemonte (come Prato Nevoso o Limone Piemonte) e quelle del Friuli (ad esempio Forni di Sopra o Tarvisio).
Nel centro Italia invece una delle stazioni sciistiche più conosciute e a buon mercato si trova in Abruzzo nel Parco Nazionale d’ Abruzzo, Lazio e Molise: è Pescasseroli (prov. L’ Aquila), una piccola località con ottimi impianti e belle piste da discesa di varia difficoltà (per la precisione 2 piste nere difficili, 6 rosse di media difficoltà e 6 azzurre facili), più alcuni anelli per il fondo.

Settimana bianca low cost all’ estero: sciare in Slovenia e in Bulgaria

Un discorso a parte meritano le settimane bianche all’ estero: organizzandosi in tempo e scegliendo la località giusta unita ad un volo low cost si può risparmiare davvero tanto. Fra le mete più economiche per una vacanza sulla neve all’ estero ci sono praticamente tutti i paesi dell’ Est Europa (Repubblica Ceca, Romania, Polonia, Slovenia, Bulgaria..). Generalmente in questi paesi tutto costa meno che in Italia: alberghi, skipass, attrezzature sportive, cibo e locali serali. E i prezzi più bassi non si traducono affatto in un abbassamento della qualità dei servizi.
In particolare per una vacanza sulla neve come si deve consiglio la Slovenia per l’ ottimo rapporto fra i prezzi e la qualità delle piste e degli impianti. Stazioni sciistiche come Krvavec e Maribor (dove si trova il grande comprensorio di Pohorje) sono perfette per una settimana bianca low budget.
Ad esempio Krvavec (vicino a Lubiana) è una delle località più economiche di tutta l’ Europa e offre piste molto varie, moderni impianti di risalita (con una nuova cabinovia) e un’ ampia offerta sportiva che include varie possibilità di divertimento per gli amanti dello snowboard, dello sci alpino e anche per chi non vuole passare tutto il tempo sugli sci.
In Slovenia merita una segnalazione anche il comprensorio di Pohorje a Maribor, il più grande di tutto il paese. A disposizione degli sciatori più di 40 chilometri di piste di vario tipo, dalle più semplici alle più impegnative. A Maribor c’ è anche la pista da sci in notturna più lunga della Slovenia. E gli impianti di risalita non sono meno efficienti e moderni di quelli che abbiamo in Italia.

 

 

 

 

 

 

Tra l’ altro Maribor è vicinissima all’ Italia: solo due ore e mezza di macchina la separano da Trieste. Molto economica anche Borovets, stazione sciistica della Bulgaria con alle spalle una lunga tradizione turistica. Dispone di circa 50 chilometri di piste ottimamente innevate, venti piste per il fondo e molti tracciati fuoripista per gli amanti dello snowboard.

Il periodo giusto per una settimana bianca low cost

Per non spendere troppo per la propria vacanza sulla neve è fondamentale non solo scegliere la località giusta, ma anche il periodo giusto. Meglio quindi evitare il periodo natalizio, quando i prezzi lievitano non poco. Invece prima di Natale e a febbraio (o meglio ancora nel mese di marzo, poco prima che finisca la stagione sciistica) le tariffe sono decisamente più convenienti.

Dove dormire in viaggio a Firenze: L’ Hotel Azzi – Locanda degli artisti nel centro storico di Firenze

A chi ha in programma una vacanza a Firenze voglio consigliare un incantevole albergo dove ho soggiornato durante il mio ultimo viaggio nel capoluogo toscano. Si tratta dell’ Hotel Azzi- Locanda degli artisti. Lo troverete in via Faenza, a due passi dalla Stazione di Santa Maria Novella nel quartiere di San Lorenzo, proprio nel centro storico di Firenze.
Tuttavia l’ ottima posizione non è il motivo più importante per cui consiglio quest’ albergo dagli ambienti spaziosi e molto luminosi: più che altro lo consiglio per l’ ottimo rapporto qualità/prezzo e per l’ atmosfera rilassata, leggera e familiare che si respira fra le mura del palazzo d’ epoca che lo ospita. Delle antiche dimore del capoluogo toscano l’ Hotel Azzi ha mantenuto tutta la sobria eleganza e il fascino, grazie soprattutto agli arredi d’ epoca, ai mobili antichi in legno e ai pavimenti in parquet. Ma quest’ eleganza d’ altri tempi è sdrammatizzata dall’ atmosfera informale e giocosa: il personale simpatico e sempre molto disponibile saprà dispensarvi consigli che daranno un valore aggiunto alla vostra vacanza a Firenze. Ottimo anche il rapporto qualità/prezzo: considerando che si trova in centro a Firenze i prezzi sono più che onesti. Il prezzo del pernottamento comprende anche una colazione a buffet a base di prodotti freschi.
La denominazione Locanda degli artisti è poi molto appropriata, perchè quest’ hotel ha una certa vocazione artistica che si esplicita nell’ organizzazione mensile di concerti, spettacoli, mostre di pittura, aperitivi musicali…Non per nulla è frequentato da parecchi musicisti e artisti di passaggio a Firenze. La hall dell’ albergo è inoltre ricca di scaffali con parecchi libri d’ arte e romanzi ovviamente a disposizione degli ospiti.

Dove mangiare a Lisbona nel quartiere dell’ Alfama: il ristorante Grelhador de Alfama

Chi è già stato in viaggio a Lisbona sa certamente che la cucina è uno degli aspetti più piacevoli di una vacanza nella capitale portoghese. A Lisbona si mangia infatti molto bene, tanto e spendendo poco: nelle taverne e nei piccoli ristoranti della città le porzioni sono solitamente molto generose e i prezzi più che abbordabili. Questo vale ovviamente solo se saprete evitare i ristoranti troppo turistici, che non sono un granchè e che consiglio di non prendere in considerazione. Volendo non è affatto diffi

cile evitarli: per mangiare bene a Lisbona basta inerpicarsi per le viuzze di un quartiere come l’ Alfama, il più antico di Lisbona. Qui ad ogni angolo troverete piccolissimi ristorantini (alcuni con solo tre o quattro tavoli) dove la cucina di solito è genuina e casalinga e i prezzi convenienti.
Dei tanti ristoranti che ci sono nell’ Alfama voglio consigliarvi il Grelhador de Alfama (indirizzo: 135 di Rua dos Remédios). E’ una piccola taverna dall’ atmosfera molto gioviale: si sta proprio bene in questo ristorantino, grazie soprattutto al proprietario che è un signore di gran carisma, molto affabile e alla mano. E’ lui che prepara al momento la carne o il pesce alla griglia, piatti forti del ristorante (come del resto suggerisce il nome Grelhador de Alfama). E’ possibile vederlo all’ opera mentre griglia carni e pesci vari dietro le vetrate all’ ingresso del ristorante.
Specializzato nelle grigliate di carne e pesce questo ristorantino non ha un meno molto vario (ed è l’ unico difetto che gli si può trovare, anche se del resto è il suo tratto distintivo), ma i piatti che propone sono davvero buoni e cucinati benissimo. Ottime le sardine e le orate alla griglia, ma anche le bistecche di vitello e gli altri tipi di carne. Di solito vengono serviti anche degli antipasti a base di deliziose salsicce e ottimi formaggi. Nel complesso si spende proprio poco (calcolate circa 35 euro per due persone), considerato che le porzioni sono abbondanti.

Belleville (Parigi), Lavapiès (Madrid), Kreuzberg (Berlino): viaggio nei quartieri multietnici di tre capitali d’ Europa

Fra le tante attrattive di un viaggio in una grande capitale europea c’ è senza dubbio la possibilità di esplorare quartieri caratteristici e originali, un pò fuori dai soliti giri turistici. Senza dubbio vanno visitati anche i musei, i monumenti principali e i quartieri centrali, ma per avere un’idea completa di una città e della sua storia è interessante spostarsi dal centro e visitare anche i quartieri popolari e multietnici. Queste zone hanno tanto da raccontare sulla storia della città e riflettono appieno i cambiamenti della società di oggi. Quasi tutte le grandi città europee hanno quartieri di questo tipo: oggi vorrei portarvi a scoprire tre quartieri popolari – Belleville, Lavapiès, Kreuzberg- di tre affascinanti capitali europee (Parigi, Madrid e Berlino).

Il quartiere di Belleville a Parigi
Cominciamo dal quartiere di Belleville a Parigi: si trova nel ventesimo arrondissement, alla periferia della città. E’ un vecchio quartiere “di strada” abitato da molti immigrati: è insomma la faccia multietnica e popolare di Parigi. Non c’ è nulla di straordinario da vedere, ma consiglio di visitarlo perchè Parigi è anche questo: edifici un pò fatiscenti, case popolari, stradine ricche di ristoranti etnici (greci, cinesi, arabi, ebrei, turchi, africani, indiani, cambogiani, vietnamiti: un vero concentrato di culture diverse), terreni incolti, salite, vie molto animate, case antiche ricche di fascino. La cosa straordinaria da vedere è semplicemente che questo quartiere è riuscito a mantenere quasi inalterata l’ anima popolare della Parigi di inizio Novecento. Belleville resta a testimonianza di un passato operaio e prima ancora contadino: tutta un’ altra storia rispetto alla Parigi degli Champs Elysèes. Tuttavia, benchè questo sia il quadro generale del quartiere, le cose stanno lentamente un pò cambiando anche a Belleville: i vecchi edifici e agli antichi palazzi cominciano ad essere affiancati da case dall’ archittettura moderna e inizia a spuntare qualche locale trendy. Ma prima che subisca cambiamenti consistenti, Belleville offre ancora tante vie e angoli non “imborghesiti”: ad esempio la commerciale e trafficatissima Rue de Belleville (che ha dato i natali ad Edith Piaf), oppure Rue de Mozaia, con le sue case coloratissime o ancora la zona indiana (le Passage Brady) con i negozi e l’ animatissimo mercato multiculturale del martedì e del venerdì.
Merita una sosta anche il Parc di Belleville, quantomeno per la sua posizione dominante sulla città che regala una vista panoramica spettacolare su buona parte di Parigi.

Lavapiès a Madrid
Molto interessante da visitare è anche il quartiere Lavapiès di Madrid: oggi quartiere popolare e multietnico, Lavapiès ha vissuto nel passato vicende alterne. Le sue origni sono antiche: un tempo era il quartiere ebraico (e il suo nome trova spiegazione proprio in questo periodo: Lavapiès era la fontana centrale usata dagli ebrei per lavarsi i piedi prima di andare in sinagoga). In età moderna, dopo il periodo della Guerra Civile (durante il quale il quartiere è stato teatro di duri scontri fra anarchici e franchisti) è entrato in una fase di progressivo abbandono e degrado dalla quale è uscito solo nel corso degli anni Novanta, quando è stato preso d’ assalto da immigrati e giovani bohémiens. E’ così che il quartiere è rinato, assumendo un aspetto più vitale e artistico. La vitalità è una delle caratteristiche che ancora oggi meglio descrive un quartiere come Lavapiès: non solo perchè la popolazione che lo abita è un miscuglio di etnie e di culture differenti, ma anche perchè pullula di locali, bar, gallerie e centri culturali multidisciplinari. Ci sono pure un teatro, una moschea, una bella biblioteca, tanti negozietti di alimentari e di vario tipo, parecchi ristoranti etnici (indiani, senegalesi, marocchini), piccole taverne spagnole: a Lavapiès troverete praticamente di tutto e da ogni parte del mondo. Sarebbe quindi un peccato non visitare Lavapiès se si è in viaggio a Madrid: certo non ha monumenti importanti, ma ha tutta la freschezza e la vitalità dei veri quartieri popolari di strada.

Kreuzberg a Berlino
A Berlino invece il quartieri popolare che consiglio di vedere è Kreuzberg. In realtà era un quartiere popolare nel senso stretto del termine soporattutto negli anni Settanta, quando a causa della sua vicinanza al muro aveva affitti molto bassi che attiravano gli strati sociali più poveri della popolazione berlinese e quindi anche gli immigrati. Oggi Kreuzberg non è più un quartiere povero, ma è piuttosto diventato una sorta di quartiere alternativo, una fucina di movimenti culturali e artistici. Ha tuttavia mantenuto fino ad oggi quella mescolanza di razze e culture che nel tempo ha dato risultati così positivi, perchè se oggi Kreuzberg è un quartiere rinato e vitale lo si deve anche agli immigrati che qui sono ben un terzo della popolazione (soprattutto turchi) e che sono impegnati in tante attività produttive, dalla ristorazione, al teatro, al commercio, all’ arte. Lo si capisce girando per le animate vie del quartiere e osservando i negozi e i ristoranti. Il centro del quartiere è la Piazza Kottbusser Tor e le vie che da essa si diramano, dove ci sono tantissimi ristoranti gestiti da stranieri. Punti di ristoro e attività varie gestite da turchi anche in Adalbertstrasse, dove si trova pure un Centro d’ incontro per bambini e ragazzi (se vi interessa ricostruire la storia sociale e culturale del quartiere visitate anche il Kreuzberg Museum, che si trova proprio all’ interno del Centro d’ incontro). Oranienstrasse è un’ altra via centrale dove abbondano esercizi commerciali e gastronomici gestiti da stranieri (c’ è anche una libreria italiana!). Nella Mariannenplatz sorge invece il Künstlerhaus Bethanien (la casa degli artisti), un centro che promuove molti progetti e attività culturali e che comprende una biblioteca turca, una scuola di musica, una sezione della biblioteca comunale, l’ assessorato per la cultura, un punto d’ incontro per anziani e una mensa. La vitalità di un quartiere come Kreuzberg dimostra come la presenza degli immigrati aiuti ad arricchire e diversificare anche grandi città come Berlino.

Viaggio in Marocco: Fès e Marrakech, due città imperiali a confronto

Il Marocco è una meta di viaggio molto affascinante e dalle molteplici suggestioni: ricco di bellezze naturali, il Marocco vanta anche uno straordinario patrimonio artistico e culturale che affonda le proprie radici nella raffinata e millenaria civiltà arabo musulmana. I possibili itinerari di viaggio in Marocco sono quindi tanti, ma uno dei più classici è il tour delle città imperiali: Fès, Meknès, Marrakech e Rabat. Quello imperiale è un itinerario consigliabile soprattutto se è la prima volta che si programma una vacanza in Marocco, anche se queste città sono talmente belle, affascinanti e ricche di cose da visitare che non guasta sicuramente tornarci una seconda o una terza volta, vivendole con più consapevolezza.

Fra le quattro città imperiali del Marocco consiglio di non perdere in particolare Marrakech e Fès, le più significative e rappresentative delle due principali facce di un paese come il Marocco che oscilla continuamente fra tradizione e modernità. Fè s rappresenta probabilmente il lato più tranquillo e tradizionalista del Marocco, mentre la caotica Marrakech quello più occidentale, turistico e proteso verso la modernità. Sebbene così diverse, queste due città sono entrambe ugualmente suggestive e meritano davvero di essere visitate in modo approfondito durante un viaggio in Marocco.

Fès: viaggio nel labirinto della medina fra artigianato e antiche tradizioni

Fès è divisa in due parti, la città nuova e quella vecchia. La parte nuova di Fès è ricca di negozi, bar, alberghi e lunghi viali e non ha nulla che la distingua in modo significativo dalle città europee (è stata infatti costruita dai francesi). Nella medina di Fès è invece tutta un’ altra storia. Appena varcata una delle 14 porte d’ ingresso che si aprono nelle mura che la circondano, ci si trova a fare i conti con un vero e proprio intrico di stradine, cortiletti, piccole piazzette… tanto che non è affatto facile per chi la visita la prima volta raccapezzarsi in un tale labirinto. Per scoprire la medina conviene quindi prendere una guida ufficiale, anche perchè le guide abilitate sono sempre persone molto serie e qualificate. Attenzione invece ai ragazzi che si improvvisano guide per racimolare qualche soldo: andrà a finire che per evitare che la polizia li scopra vi faranno correre per le stradine, anzichè accompagnarvi a visitare la medina con calma, e sarebbe un vero peccato visitarla di corsa! Il bello è proprio gironzolare con calma fra le stradine sempre affollatissime di uomini, donne, bambini e anche muli o asini che vengono spesso utilizzati per trasportare le merci.
Centro religioso della medina è la moschea Quaraouiyine, dove purtroppo i non musulmani non possono entrare, ma si può sempre dare una sbirciatina all’ interno sporgendosi dal portone.

Per farvi un’ idea della bellezza dell’ architettura islamica visitate anche la Madrasa Attarine, scuola coranica del Trecento, splendido esempio di architettura islamica con i suoi capitelli scolpiti, le eleganti incisioni di versetti del Corano sugli stucchi e le arcate in legno.

E per finire, esplorate un altro aspetto molto interessante della medina di Fès: quello della produzione artigianale. Rispetto a quello di Marrakech l’ artigianato di Fès è più genuino, tradizionale e meno turistico. Qui non è raro vedere artigiani al lavoro nei loro piccoli laboratori: conciatori, calderai, arrotini,fabbricanti di coltelli. Visitate anche delle concerie (nella medina ce ne sono due, le concerie Guerniz e le concerie Chouara: quest’ ultime hanno anche una ricca esposizione di borse, giacche e oggetti vari in pelle), dove le pelli vengono lavorate e trattate per poi essere immerse in vasche piene di escrementi di piccione.

Marrakech: la piazza Jemaa el Fna e gli altri siti interessanti da visitare

Marrakech è una meta di viaggio molto conosciuta soprattutto per la piazza Jemaa el Fna. Certamente questa piazza incredibile è una delle maggiori attrattive di Marrakech: visitatela nel tardo pomeriggio (la mattina è talmente tranquilla da sembrare un’ altra piazza) e godetevi lo spettacolo offerto dagli artisti di strada, dagli incantatori di serpenti, dai cantastorie, dai musicisti, etc. In realtà sono soprattutto i marocchini ad apprezzare le scenette messe in piedi dagli artisti e dai commedianti (a meno che non si conosca il dialetto marocchino), ma in ogni caso è uno spettacolo molto suggestivo osservare questa folla che si rilassa e si diverte in modo pacifico fra i buoni odori di cibo emanati dalle tante bancarelle. Il cibo è infatti un altro aspetto importante di questa piazza. C’ è di tutto: dai succhi d’ arancia alla carne alla griglia, dalle zuppe marocchine alle lumache.
Ma Marrakech non è soltanto la piazza Jeema-el-Fnaa: a due passi dalla piazza ci sono ad esempio i souk che, benchè diventati nel corso del tempo abbastanza turistici (e la componente artigianale che ancora c’ è a Fès qui va sempre più scomparendo) meritano comunque di essere visitati. Per girare i bazar disseminati nella medina di Fès non sarà necessario assumere una guida: si può fare facilmente da soli perchè è meno labirintica della medina di Fès.
Nei bazar della medina troverete tante merci diverse: spezie, babbucce in pelle, borse, scarpe, tappeti, vestiti, prodotti a base di olio di argan, ceramiche, lampade, oggettistica per l’ arredamento. Non dimenticate di contrattare il prezzo quando volete comprare qualcosa: nei paesi arabi contrattare è un’ abitudine consolidata.
Visti i souk e la piazza Jeema- el-Fnaa, non resta che dedicarsi alla parte più artistica e culturale di Marrakech. Cominciando dalla moschea della Koutoubia, la più grande di Marrakech: alta 65 metri, si trova a due passi dalla piazza Jeema-el-Fnaa ed è una delle massime espressioni artistiche della dinastia almohade.
Anche la Madrasa Ben Youssef ha molto da narrare sulla storia, l’ arte e la cultura marocchine: è una scuola coranica del 1500 dalla sofisticata architettura e dalle sontuose decorazioni, come gli intagli in legno della loggia, i mosaici, le piastrelle e gli stucchi.
Visitate anche le magnifiche Tombe saadiane: in queste raffinate tombe di legno di cedro riposano molti membri della celebre dinastia Saadi.

L’ unico inconveniente di una vacanza a Marrakesh è che essendo molto trafficata (macchine e motorini scorrazzano dappertutto) può risultare un pò troppo rumorosa, inquinata e caotica: tuttavia se cercate un pò di pace basta fare un salto ai giardini Majorelle. Si tratta dei giardini della villa di Yves Saint Laurent: lo stilista francese acquistò la dimora dopo che Jacques Majorelle ebbe progettato i giardini. Sono molto curati e abbondano di diverse specie di piante subtropicali.