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Ostelli a Berlino: l’ Aletto Jugendhotel nel quartiere di Kreuzberg. Dove dormire (o non dormire) a Berlino

Durante il mio ultimo viaggio a Berlino ho soggiornato presso un ostello nel quartiere di Kreuzberg, l’ Aletto Jugendhotel, che in verità non mi sento di consigliare nè di sconsigliare a priori a chi ha in mente un viaggio a Berlino e cerca una sistemazione low cost in un ostello. Dipende da quello che cercate. Certamente se volete risparmiare quest’ ostello non è particolarmente caro: costa in media 29-30 euro a notte a persona in camera doppia, dico in media perchè in realtà non c’era un prezzo fisso a notte, durante la settimana costava anche meno di 30 euro, mentre per le notti del week end il prezzo saliva aggirandosi intorno ai 36 euro (la colazione è compresa nel prezzo). Tuttavia spostandosi in altri quartieri di Berlino meno centrali si trovano certamente sistemazioni anche più economiche. Se però preferite un ostello in posizione centrale allora lo Jugendhotel può essere una buona soluzione: la stazione della metropolitana Möckernbrücke è vicinissima e Potsdamer Platz e Checkpoint Charlie si trovano a circa venti minuti a piedi di distanza dall’ ostello. Tra l’ altro lo Jugendhotel fa parte di una catena di ostelli, per cui ne troverete altri due in altri due quartieri centrali berlinesi, uno a Schöneberg
e l’ altro al Kudamm.
Però, a meno che la posizione sia il solo criterio a guidarvi nella vostra scelta dell’ alloggio a Berlino, ci sono altri aspetti di quest’ ostello che non mi hanno entusiasmato: per prima cosa la mancanza di atmosfera dell’ ambiente. Non che da un ostello mi aspettassi chissà quale charme, però lo Jugendhotel mi è parso proprio impersonale e freddo. Certo, le stanze sono pulite, ben tenute e con il bagno in camera (ma ci sono anche soluzioni più economiche con il bagno in comune), però l’ insieme manca proprio di calore e personalità. Per chi non presta molta attenzione all’ energia e all’ atmosfera emanata dai luoghi è comunque senz’ altro un ostello molto funzionale, comodo e pratico. Nelle camere e nei bagni non manca quasi nulla e la reception è aperta 24 ore su 24 (anche se il personale è un pò freddino, si è evidentemente adattato all’ ambiente!).Un altro motivo per cui non credo soggiornerò di nuovo in quest’ ostello di Krezberg al mio prossimo viaggio a Berlino è la colazione: è a buffet e piuttosto ricca, ma servita in una moderna sala un pò triste e cibo e bevande sono in gran parte di scarsa qualità. Alla fine, anche se è compresa nel prezzo, meglio lasciar perdere e farsi una bella colazione come si deve in un bar o al mercato turco che è poche fermate di distanza dall’ ostello.
In compenso la zona più carina dell’ Aletto Jugendhotel è senza dubbio la saletta bar, piuttosto accogliente, dove sono si possono prendere gratuitamente tisane, caffè, o tè caldi a qualsiasi ora della giornata.
Per tirare le somme quindi consiglio quest’ ostello a chi non particolari esigenze e cerca solo praticità e funzionalità nel cuore di Berlino: una comoda base insomma da cui partire alla scoperta della città. Ma se cercate qualcosa di più in termini di atmosfera, ricchezza di ambientazioni e di nuove conoscenze allora ve lo sconsiglio, potrebbe deludervi.

Belleville (Parigi), Lavapiès (Madrid), Kreuzberg (Berlino): viaggio nei quartieri multietnici di tre capitali d’ Europa

Fra le tante attrattive di un viaggio in una grande capitale europea c’ è senza dubbio la possibilità di esplorare quartieri caratteristici e originali, un pò fuori dai soliti giri turistici. Senza dubbio vanno visitati anche i musei, i monumenti principali e i quartieri centrali, ma per avere un’idea completa di una città e della sua storia è interessante spostarsi dal centro e visitare anche i quartieri popolari e multietnici. Queste zone hanno tanto da raccontare sulla storia della città e riflettono appieno i cambiamenti della società di oggi. Quasi tutte le grandi città europee hanno quartieri di questo tipo: oggi vorrei portarvi a scoprire tre quartieri popolari – Belleville, Lavapiès, Kreuzberg- di tre affascinanti capitali europee (Parigi, Madrid e Berlino).

Il quartiere di Belleville a Parigi
Cominciamo dal quartiere di Belleville a Parigi: si trova nel ventesimo arrondissement, alla periferia della città. E’ un vecchio quartiere “di strada” abitato da molti immigrati: è insomma la faccia multietnica e popolare di Parigi. Non c’ è nulla di straordinario da vedere, ma consiglio di visitarlo perchè Parigi è anche questo: edifici un pò fatiscenti, case popolari, stradine ricche di ristoranti etnici (greci, cinesi, arabi, ebrei, turchi, africani, indiani, cambogiani, vietnamiti: un vero concentrato di culture diverse), terreni incolti, salite, vie molto animate, case antiche ricche di fascino. La cosa straordinaria da vedere è semplicemente che questo quartiere è riuscito a mantenere quasi inalterata l’ anima popolare della Parigi di inizio Novecento. Belleville resta a testimonianza di un passato operaio e prima ancora contadino: tutta un’ altra storia rispetto alla Parigi degli Champs Elysèes. Tuttavia, benchè questo sia il quadro generale del quartiere, le cose stanno lentamente un pò cambiando anche a Belleville: i vecchi edifici e agli antichi palazzi cominciano ad essere affiancati da case dall’ archittettura moderna e inizia a spuntare qualche locale trendy. Ma prima che subisca cambiamenti consistenti, Belleville offre ancora tante vie e angoli non “imborghesiti”: ad esempio la commerciale e trafficatissima Rue de Belleville (che ha dato i natali ad Edith Piaf), oppure Rue de Mozaia, con le sue case coloratissime o ancora la zona indiana (le Passage Brady) con i negozi e l’ animatissimo mercato multiculturale del martedì e del venerdì.
Merita una sosta anche il Parc di Belleville, quantomeno per la sua posizione dominante sulla città che regala una vista panoramica spettacolare su buona parte di Parigi.

Lavapiès a Madrid
Molto interessante da visitare è anche il quartiere Lavapiès di Madrid: oggi quartiere popolare e multietnico, Lavapiès ha vissuto nel passato vicende alterne. Le sue origni sono antiche: un tempo era il quartiere ebraico (e il suo nome trova spiegazione proprio in questo periodo: Lavapiès era la fontana centrale usata dagli ebrei per lavarsi i piedi prima di andare in sinagoga). In età moderna, dopo il periodo della Guerra Civile (durante il quale il quartiere è stato teatro di duri scontri fra anarchici e franchisti) è entrato in una fase di progressivo abbandono e degrado dalla quale è uscito solo nel corso degli anni Novanta, quando è stato preso d’ assalto da immigrati e giovani bohémiens. E’ così che il quartiere è rinato, assumendo un aspetto più vitale e artistico. La vitalità è una delle caratteristiche che ancora oggi meglio descrive un quartiere come Lavapiès: non solo perchè la popolazione che lo abita è un miscuglio di etnie e di culture differenti, ma anche perchè pullula di locali, bar, gallerie e centri culturali multidisciplinari. Ci sono pure un teatro, una moschea, una bella biblioteca, tanti negozietti di alimentari e di vario tipo, parecchi ristoranti etnici (indiani, senegalesi, marocchini), piccole taverne spagnole: a Lavapiès troverete praticamente di tutto e da ogni parte del mondo. Sarebbe quindi un peccato non visitare Lavapiès se si è in viaggio a Madrid: certo non ha monumenti importanti, ma ha tutta la freschezza e la vitalità dei veri quartieri popolari di strada.

Kreuzberg a Berlino
A Berlino invece il quartieri popolare che consiglio di vedere è Kreuzberg. In realtà era un quartiere popolare nel senso stretto del termine soporattutto negli anni Settanta, quando a causa della sua vicinanza al muro aveva affitti molto bassi che attiravano gli strati sociali più poveri della popolazione berlinese e quindi anche gli immigrati. Oggi Kreuzberg non è più un quartiere povero, ma è piuttosto diventato una sorta di quartiere alternativo, una fucina di movimenti culturali e artistici. Ha tuttavia mantenuto fino ad oggi quella mescolanza di razze e culture che nel tempo ha dato risultati così positivi, perchè se oggi Kreuzberg è un quartiere rinato e vitale lo si deve anche agli immigrati che qui sono ben un terzo della popolazione (soprattutto turchi) e che sono impegnati in tante attività produttive, dalla ristorazione, al teatro, al commercio, all’ arte. Lo si capisce girando per le animate vie del quartiere e osservando i negozi e i ristoranti. Il centro del quartiere è la Piazza Kottbusser Tor e le vie che da essa si diramano, dove ci sono tantissimi ristoranti gestiti da stranieri. Punti di ristoro e attività varie gestite da turchi anche in Adalbertstrasse, dove si trova pure un Centro d’ incontro per bambini e ragazzi (se vi interessa ricostruire la storia sociale e culturale del quartiere visitate anche il Kreuzberg Museum, che si trova proprio all’ interno del Centro d’ incontro). Oranienstrasse è un’ altra via centrale dove abbondano esercizi commerciali e gastronomici gestiti da stranieri (c’ è anche una libreria italiana!). Nella Mariannenplatz sorge invece il Künstlerhaus Bethanien (la casa degli artisti), un centro che promuove molti progetti e attività culturali e che comprende una biblioteca turca, una scuola di musica, una sezione della biblioteca comunale, l’ assessorato per la cultura, un punto d’ incontro per anziani e una mensa. La vitalità di un quartiere come Kreuzberg dimostra come la presenza degli immigrati aiuti ad arricchire e diversificare anche grandi città come Berlino.

Anna Blume: dove mangiare a Berlino nel quartiere di Prenzlauler Berg

 

A Berlino, nel cuore del quartiere di Prenzlauer Berg (in Kollwitzstraße 83), c’ è un locale che consiglio di non perdere se avete in programma un viaggio nella capitale tedesca. Il locale si chiama Anna Blume e il suo particolare nome viene dal titolo di una poesia dadaista.
E’ un posto ideale per la prima colazione o per il brunch: vi verrà servito di tutto (marmellate, frutta, verdure, formaggi, ottimo pane, uova).

Anche il caffè è buono, per non parlare poi delle irresistibili torte…I l servizio è perfetto e il locale ha una grande atmosfera, anche perchè ha la particolarità di essere associato ad un negozio di fiori. Inoltre i prezzi sono più che onesti. Se c’ è fila fuori (cosa molto probabile perchè Anna Blume è un locale molto frequentato) non vi scoraggiate e aspettate pazientemente che si liberi un tavolo (quando il tempo lo permette ci sono anche dei tavolini all’ aperto), perchè ne vale proprio la pena.