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Belleville (Parigi), Lavapiès (Madrid), Kreuzberg (Berlino): viaggio nei quartieri multietnici di tre capitali d’ Europa

Fra le tante attrattive di un viaggio in una grande capitale europea c’ è senza dubbio la possibilità di esplorare quartieri caratteristici e originali, un pò fuori dai soliti giri turistici. Senza dubbio vanno visitati anche i musei, i monumenti principali e i quartieri centrali, ma per avere un’idea completa di una città e della sua storia è interessante spostarsi dal centro e visitare anche i quartieri popolari e multietnici. Queste zone hanno tanto da raccontare sulla storia della città e riflettono appieno i cambiamenti della società di oggi. Quasi tutte le grandi città europee hanno quartieri di questo tipo: oggi vorrei portarvi a scoprire tre quartieri popolari – Belleville, Lavapiès, Kreuzberg- di tre affascinanti capitali europee (Parigi, Madrid e Berlino).

Il quartiere di Belleville a Parigi
Cominciamo dal quartiere di Belleville a Parigi: si trova nel ventesimo arrondissement, alla periferia della città. E’ un vecchio quartiere “di strada” abitato da molti immigrati: è insomma la faccia multietnica e popolare di Parigi. Non c’ è nulla di straordinario da vedere, ma consiglio di visitarlo perchè Parigi è anche questo: edifici un pò fatiscenti, case popolari, stradine ricche di ristoranti etnici (greci, cinesi, arabi, ebrei, turchi, africani, indiani, cambogiani, vietnamiti: un vero concentrato di culture diverse), terreni incolti, salite, vie molto animate, case antiche ricche di fascino. La cosa straordinaria da vedere è semplicemente che questo quartiere è riuscito a mantenere quasi inalterata l’ anima popolare della Parigi di inizio Novecento. Belleville resta a testimonianza di un passato operaio e prima ancora contadino: tutta un’ altra storia rispetto alla Parigi degli Champs Elysèes. Tuttavia, benchè questo sia il quadro generale del quartiere, le cose stanno lentamente un pò cambiando anche a Belleville: i vecchi edifici e agli antichi palazzi cominciano ad essere affiancati da case dall’ archittettura moderna e inizia a spuntare qualche locale trendy. Ma prima che subisca cambiamenti consistenti, Belleville offre ancora tante vie e angoli non “imborghesiti”: ad esempio la commerciale e trafficatissima Rue de Belleville (che ha dato i natali ad Edith Piaf), oppure Rue de Mozaia, con le sue case coloratissime o ancora la zona indiana (le Passage Brady) con i negozi e l’ animatissimo mercato multiculturale del martedì e del venerdì.
Merita una sosta anche il Parc di Belleville, quantomeno per la sua posizione dominante sulla città che regala una vista panoramica spettacolare su buona parte di Parigi.

Lavapiès a Madrid
Molto interessante da visitare è anche il quartiere Lavapiès di Madrid: oggi quartiere popolare e multietnico, Lavapiès ha vissuto nel passato vicende alterne. Le sue origni sono antiche: un tempo era il quartiere ebraico (e il suo nome trova spiegazione proprio in questo periodo: Lavapiès era la fontana centrale usata dagli ebrei per lavarsi i piedi prima di andare in sinagoga). In età moderna, dopo il periodo della Guerra Civile (durante il quale il quartiere è stato teatro di duri scontri fra anarchici e franchisti) è entrato in una fase di progressivo abbandono e degrado dalla quale è uscito solo nel corso degli anni Novanta, quando è stato preso d’ assalto da immigrati e giovani bohémiens. E’ così che il quartiere è rinato, assumendo un aspetto più vitale e artistico. La vitalità è una delle caratteristiche che ancora oggi meglio descrive un quartiere come Lavapiès: non solo perchè la popolazione che lo abita è un miscuglio di etnie e di culture differenti, ma anche perchè pullula di locali, bar, gallerie e centri culturali multidisciplinari. Ci sono pure un teatro, una moschea, una bella biblioteca, tanti negozietti di alimentari e di vario tipo, parecchi ristoranti etnici (indiani, senegalesi, marocchini), piccole taverne spagnole: a Lavapiès troverete praticamente di tutto e da ogni parte del mondo. Sarebbe quindi un peccato non visitare Lavapiès se si è in viaggio a Madrid: certo non ha monumenti importanti, ma ha tutta la freschezza e la vitalità dei veri quartieri popolari di strada.

Kreuzberg a Berlino
A Berlino invece il quartieri popolare che consiglio di vedere è Kreuzberg. In realtà era un quartiere popolare nel senso stretto del termine soporattutto negli anni Settanta, quando a causa della sua vicinanza al muro aveva affitti molto bassi che attiravano gli strati sociali più poveri della popolazione berlinese e quindi anche gli immigrati. Oggi Kreuzberg non è più un quartiere povero, ma è piuttosto diventato una sorta di quartiere alternativo, una fucina di movimenti culturali e artistici. Ha tuttavia mantenuto fino ad oggi quella mescolanza di razze e culture che nel tempo ha dato risultati così positivi, perchè se oggi Kreuzberg è un quartiere rinato e vitale lo si deve anche agli immigrati che qui sono ben un terzo della popolazione (soprattutto turchi) e che sono impegnati in tante attività produttive, dalla ristorazione, al teatro, al commercio, all’ arte. Lo si capisce girando per le animate vie del quartiere e osservando i negozi e i ristoranti. Il centro del quartiere è la Piazza Kottbusser Tor e le vie che da essa si diramano, dove ci sono tantissimi ristoranti gestiti da stranieri. Punti di ristoro e attività varie gestite da turchi anche in Adalbertstrasse, dove si trova pure un Centro d’ incontro per bambini e ragazzi (se vi interessa ricostruire la storia sociale e culturale del quartiere visitate anche il Kreuzberg Museum, che si trova proprio all’ interno del Centro d’ incontro). Oranienstrasse è un’ altra via centrale dove abbondano esercizi commerciali e gastronomici gestiti da stranieri (c’ è anche una libreria italiana!). Nella Mariannenplatz sorge invece il Künstlerhaus Bethanien (la casa degli artisti), un centro che promuove molti progetti e attività culturali e che comprende una biblioteca turca, una scuola di musica, una sezione della biblioteca comunale, l’ assessorato per la cultura, un punto d’ incontro per anziani e una mensa. La vitalità di un quartiere come Kreuzberg dimostra come la presenza degli immigrati aiuti ad arricchire e diversificare anche grandi città come Berlino.

Viaggiare low cost: dormire nei loft hostels. Il Loft Hostel a Belleville (Parigi)

Una delle ultime tendenza in fatto di viaggi low cost è quella di soggiornare, anzichè in un albergo o in un ostello “normale”, in un loft hostel, ovvero in un ostello ricavato in un loft. Dal design spesso particolare e curato, questi ostelli costano poco e quindi sono una valida soluzione alternativa a chi non ama le atmosfere impersonali che spesso caratterizzano gli ostelli canonici, ma al contempo non vuole rinunciare ai vantaggi del viaggiare low cost. L’ idea è nata negli Stati Uniti, ma piano piano i loft hostels si stanno diffondendo a macchia d’ olio anche in Europa.

Ad esempio a Parigi c’è un Loft Hostel a Belleville (70 Rue Julien Lacroix, 20, Ménilmontant, XX arrondissement): aperto da poco (è stato inaugurato nel 2012) si trova nei pressi della stazione della metropolitana di Belleville (linee 2 e 11) e del parco di Belleville.
Le camere hanno prezzi più che abbordabili (da 29 euro a notte, con colazione inclusa nel prezzo) e hanno un design curato, originale, fresco e colorato, con parecchie decorazioni floreali. Sono disponibili sia camere private con bagno (con doccia e asciugacapelli) che dormitori. Alcune camere hanno anche il balcone. Molto piacevole l’ atmosfera rilassata e informale dell’ ostello, e carini anche il patio esterno arredato e il lounge bar. C’ è pure una cucina attrezzata a disposizione degli ospiti.
Connessione Wi-Fi gratuita, reception aperta 24 ore su 24 e un deposito bagagli completano l’ offerta di questo grazioso ostello di Parigi.