Monteruga, la città fantasma.

monteruga storica

Monteruga è una frazione abbandonata di Veglie in provincia di Lecce. Non è inusuale quando si è in giro per l’Italia imbattersi in villaggi o cittadine abbandonate a loro stesse, lasciando che il tempo faccia il suo corso. “Città fantasma”. Questo è il nome che viene dato a questi modesti agglomerati urbani un tempo popolati. I questi ultimi anni, per i più temerari e curiosi, sono diventate una vera e propria meta turistica, tanto da chiedersi se il termine con cui queste città vengono descritte non andasse rivisitato. Più che di valorizzazione urbanistica, per queste città sarebbe più opportuno parlare di valorizzazione storica. Sono luoghi che hanno vissuto e anche se vuoti possono ancora raccontare qualcosa. La “città fantasma di Monteruga” ne è un chiaro esempio.

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La Storia di Monteruga

monteruga storicaSorta nel ventennio fascista, è un tipico esempio di villaggio dell’Ente Riforma. Si sviluppò in seguito alla riforma fondiaria del 1950 quando numerosi terreni agricoli furono espropriati ed assegnati ai contadini che qui vi si stabilirono. La storia di Monteruga come centro abitato termina con la privatizzazione dell’azienda agricola negli anni ottanta; restano, a testimonianza di un recente passato, gli alloggi, la scuola, la piazza centrale, la chiesa intitolata a sant’Antonio Abate. Il toponimo allude ad un colle solcato da un fosso. Le strutture sono fatiscenti, molti edifici non hanno più porte e finestre, Monteruga è un luogo spettrale. Dopo la privatizzazione dei terreni agricoli che davano il sostentamento alla comunità locale e l’urbanizzazione dei grandi centri, gli abitanti del paese salentino hanno lasciato le loro case. Una fine lenta ma inesorabile: Monteruga è stata perfino ignorata dall’amministrazione che non ha saputo vederne le potenzialità trasformandola in un borgo di ospitalità diffusa. Oggi i visitatori ci sono ma il turismo è quello dell’abbandono.

Come valorizzare quindi questo luogo ?

Nei paragrafi precedenti avevo fatto allusione a una possibile valorizzazione storica piuttosto che una di stampo urbanistico. Il decadentismo urbano riscuote non poco interesse forse proprio per quel suo fascino retro. Al fine di ridare vita a questa città oramai in rovina io consiglierei ai lettori desiderosi di recarvici, di non limitarsi a Monteruga ma di tenere in considerazione anche i paesini limitrofi dove, molte persone residenti un tempo a Monteruga, si sono trasferite e che saranno ben liete di condividere con voi i schiamazzi, le risate, le litigate, i rumori e gli odori che caratterizzavano uno tempo questo piccola cittadina un tempo animata.

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